Italia e fonti rinnovabili
L’Ue boccia la politica italiana sull’energia.
“Nonostante la forte crescita in settori come l’eolico, il biogas e il biodiesel, l’Italia è lontana dagli obiettivi definiti sia a livello nazionale che europeo”. E’ quanto si legge nel documento presentato a Bruxelles dalla Commissione Europea insieme al pacchetto sulla politica energetica.
“Diversi fattori contribuiscono a questa situazione – continua il testo – in primo luogo c’è un grande elemento di incertezza dovuto alle recenti ambiguità e cambiamenti politici nel definire la politica attuale”. In secondo luogo, sottolinea la Commissione, “ci sono vincoli amministrativi come le complesse procedure di autorizzazione a livello locale”, e infine “ci sono barriere finanziarie come gli alti costi di connessione alla rete”. Secondo la normativa europea l’Italia deve arrivare al 25% di elettricità prodotta dalle rinnovabili entro il 2010.
“In secondo luogo – si legge ancora nel rapporto della Commissione – ci sono restrizioni amministrative come un sistema complesso per le procedure di autorizzazione a livello locale. Terzo, esistono barriere finanziarie che rendono molto elevati i costi di connessione alle reti”. Per tutti questi motivi – sottolinea Bruxelles – l’ Italia fa registrare ancora dei ritardi molto forti.
Siamo alle solite, su problemi così importanti come l’energia da fonti rinnovabili ci dobbiamo fare bacchettare. La cosa incredibile è che paesi come Svizzera e Germania, con molto meno sole di noi, sono riusciti ad attuare progetti per l’energia domestica dervante da pannelli solari, mentre in Italia, se riusciamo a mettere due pannelli per l’acqua calda sulle nuove case è grasso che cola!
Cerco di non fare un discorso solo ambientalista, parliamo di verdoni: tutte le fonti energetiche come petrolio e gas dobbiamo acquistarle interamente dall’estero, per non parlare dell’energia che acquistiamo da paesi che la producono con impianti nucleari; le fonti rinnovabili come solare o idrogeno sono, invece, alla nostra portata, possiamo produrle autonomamente, senza dover ricorrere all’acquisto dall’estero. In termini economici penso sia meglio produrre che acquistare, allora perchè ci mettiamo tanto a capirlo?
Se fossimo un paese che ha giacimenti di petrolio capirei che sarebbe più economico continuare a sfruttarli, invece di fare nuovi investimenti per altre fonti energetiche, ma non abbiamo proprio un bel niente e dobbiamo sottostare alle bizze dei mercati finanziari e non si fa nulla per incentivare l’uso del solare, dell’eolico o dell’energia geotermica per diminuire la dipendenza da altri paesi. Allora mi chiedo perchè? Se l’UE non avesse imposto delle misure per diminuire l’inquinamento e i suoi riflessi sull’effetto serra, l’Italia avrebbe continuato con questa politica di dipendenza totale? Ci siamo scordati la crisi del ‘74?
Ok, non smentisco il fatto di essere una di quegli utopisti che pensano che si possa vivere benissimo anche senza fonti energetiche inquinanti, però qui il problema sta nel fatto che il non usarle porterebbe benefici economici, qualcuno sa spiegarmi perchè non si fa nulla? Capisco che l’indipendenza totale sia impossibile, ma almeno incentivare l’utilizzo di altre fonti la dove è possibile è chiedere troppo?
Scusate lo sfogo notturno, vi saluto nella speranza che un mondo più pulito sia possibile!
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