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	<title>Pensieri Sparsi &#187; Scripta Manent</title>
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	<description>... così nella mia testa le cose vanno ...</description>
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		<title>La Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 06:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scripta Manent]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Com&#8217;era bella larivoluzione. era lì, a portata di tutti&#8230; Poteva partecipare chiunque lo volesse. La sua grande ricchezza stava nel fatto che chiunque poteva diventare un eroe! E tutti, persino i più poveri, attraverso la rivoluzione potevano essere persone. Oggi, per essere qualcuno, l&#8217;eroe deve fare i conti con il denaro, unico valore. La condizione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Com&#8217;era bella larivoluzione. era lì, a portata di tutti&#8230; Poteva partecipare chiunque lo volesse. La sua grande ricchezza stava nel fatto che chiunque poteva diventare un eroe! E tutti, persino i più poveri, attraverso la rivoluzione potevano essere <em>persone</em>. Oggi, per essere <em>qualcuno</em>, l&#8217;eroe deve fare i conti con il denaro, unico valore. La condizione<em> sine qua non</em>&#8220;.</p>
<p>[...]</p>
<p><em>La rivoluzione / la grande femmina: ha riempito tutto, ha dato tutte le risposte. Era totale.</em></p>
<p><em>Senza una dimensione utopica, l&#8217;effimero mi avvolge, mi intrappola e mi insegna che la vita è solo questo: ciò che vedo e ciò che tocco. Nulla di più.</em><br />
<em>E&#8217; ancora possibile l&#8217;utopia?</em></p>
<p align="right">da &#8220;<em>Antigua, Vita Mia&#8221; </em>di Marcela Serrano</p>
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		<title>Lettera sulla Felicità (a Meneceo) di Epicuro</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 03:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scripta Manent]]></category>
		<category><![CDATA[Epicuro]]></category>
		<category><![CDATA[Felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste parole le dedico a me stessa, da rileggere nei periodi di depressione nera che mi capitano di sovente:
&#8221; Meneceo,
 Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell&#8217;animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste parole le dedico a me stessa, da rileggere nei periodi di depressione nera che mi capitano di sovente:</p>
<blockquote><p>&#8221; Meneceo,</p></blockquote>
<blockquote><p> Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell&#8217;animo nostro.</p>
<p>Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l&#8217;età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l&#8217;avvenire.</p>
<p>Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità,<span id="more-156"></span><br />
perché quando essa c&#8217;è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla.</p>
<p>Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice.</p>
<p>Prima di tutto considera l&#8217;essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità.</p>
<p>Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.</p>
<p>Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.</p>
<p>Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo.</p>
<p>Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L&#8217;esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l&#8217;inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell&#8217;immortalità.</p>
<p>Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c&#8217;è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l&#8217;affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.</p>
<p>La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c&#8217;è, quando c&#8217;è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c&#8217;è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.</p>
<p>Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.</p>
<p>Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c&#8217;è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte.</p>
<p>Ancora peggio chi va dicendo: <em>bello non essere mal nato, </em></p>
<p><em>            ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte.</em></p>
<p>Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento.</p>
<p>Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s&#8217;avveri, né allo stesso modo disperare del contrario.</p>
<p>Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.</p>
<p>Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell&#8217;animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall&#8217;ansia.</p>
<p>Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell&#8217;animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.</p>
<p>Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore.</p>
<p>E&#8217; bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo.</p>
<p>Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.</p>
<p>Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene.</p>
<p>Consideriamo inoltre una gran cosa l&#8217;indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l&#8217;abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l&#8217;inutile è difficile.</p>
<p>I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l&#8217;acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d&#8217;apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un&#8217;esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.</p>
<p>Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l&#8217;animo a essere sereno.</p>
<p>Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l&#8217;animo causa di immensa sofferenza.</p>
<p>Di tutto questo, principio e bene supremo è l&#8217;intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.</p>
<p>Chi suscita più ammirazione di colui che ha un&#8217;opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ?</p>
<p>Questo genere d&#8217;uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.</p>
<p>Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell&#8217;atroce, inflessibile necessità.</p>
<p>La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa &#8211; la divinità non fa nulla a caso &#8211; e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l&#8217;avvio a grandi beni o mali.</p>
<p>Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato.</p>
<p>Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell&#8217;ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.</p>
<p>Non sembra più nemmeno mortale l&#8217;uomo che vive fra beni immortali.</p>
<p>&#8220;</p></blockquote>
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		<title>Romanzo 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 01:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo Ansa.it sono andata a finire su questa notizia: Creare un romanzo a più mani online.
In pratica, la Colorado Noir ha messo su questo progetto per creare un romanzo scritto da più autori, come si legge sul manifesto del sito:
&#8220;Vogliamo pubblicare un romanzo noir &#8220;tribù&#8221; scritto a più mani.
Scegli e vota il romanzo che ti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://localhost/pensieri-sparsi/wp-content/uploads/2007/06/tribu.jpg" rel="attachment wp-att-135" title="Tribù" rel="lightbox-134"><img src="http://localhost/pensieri-sparsi/wp-content/uploads/2007/06/tribu.jpg" title="Tribù" alt="Tribù" align="left" height="182" width="250" /></a>Leggendo Ansa.it sono andata a finire su questa notizia: <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2007-06-29_12971597.html" title="Creare un romanzo a più mani online" target="_blank">Creare un romanzo a più mani online</a>.</p>
<p>In pratica, la Colorado Noir ha messo su questo progetto per creare un romanzo scritto da più autori, come si legge sul manifesto del <a href="http://www.coloradonoir.it/TRIBU/index.htm" title="Tribù" target="_blank">sito</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Vogliamo pubblicare un romanzo noir &#8220;tribù&#8221; scritto a più mani.<br />
Scegli e vota il romanzo che ti piace di più.<br />
Mandaci la tua parte di romanzo (da 5 a 10mila battute, da 2 a 4 pagine)&#8221;</p></blockquote>
<p>Il primo capitolo è già stato scritto da Sandrone Dazieri, ai partecipanti il compito di continuare il romanzo thriller.</p>
<p>Penso sia una buona opportunità per<span id="more-134"></span> la <strong>visibilità</strong> di aspiranti scrittori, che di solito si ritrovano in un mondo in cui emergere non è proprio una cosa semplice.</p>
<p>Sono curiosa di vedere cosa uscirà fuori, mettere insieme un racconto con stili narrativi diversi penso sia difficile, comunque un plauso all&#8217;<strong>utilizzo dei contenuti forniti dagli utenti</strong>, in questo caso il coinvolgimento è totale e ci sono buone probabilità di diffusione per passaparola.</p>
<p>Se il progetto viene recepito come serio dagli utenti l&#8217;<strong>effetto di diffusione moltiplicativo</strong> tipico della rete può risulatare veramente efficace.</p>
<p>Aspettando la scelta del secondo capitolo, leggerò il primo e votorò gli altri, non mi sento proprio in grado di scriverne uno! :p</p>
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		<title>ANobii: la propria libreria online</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 05:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come al solito arrivo in ritardo su tutto, ho scoperto qualche giorno fa aNobii, un sito di libri (al momento sono 961.434).
Ok, è un po&#8217; troppo restrittiva come spiegazione, allora funziona così:

ci si registra gratuitamente;
si crea la propria libreria personale formata dai libri che si hanno in casa;
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://localhost/pensieri-sparsi/wp-content/uploads/2007/06/anobii.jpg" rel="attachment wp-att-128" title="aNobii" rel="lightbox-127"><img src="http://localhost/pensieri-sparsi/wp-content/uploads/2007/06/anobii.jpg" title="La propria libreria online" alt="aNobii" align="left" height="207" width="250" /></a>Come al solito arrivo in ritardo su tutto, ho scoperto qualche giorno fa <a href="http://www.anobii.com/" title="aNobii: crea, scambia ed esplora liste di libri" target="_blank"><strong>aNobii</strong></a>, un sito di libri (al momento sono 961.434).</p>
<p>Ok, è un po&#8217; troppo restrittiva come spiegazione, allora funziona così:</p>
<ol>
<li>ci si registra gratuitamente;</li>
<li>si crea la propria <strong>libreria personale</strong> formata dai libri che si hanno in casa;</li>
<li> per ogni libro inserito si può creare una <strong>scheda</strong> con il proprio commento e la propia descrizione del contenuto;</li>
<li>gli altri utenti possono sottoscrivere la tua libreria e <strong>commentare</strong> i libri che hanno letto.</li>
</ol>
<p>Questo è solo una parte di ciò che si può fare,<span id="more-127"></span> uno dei servizi, secondo me tra i più utili, consiste nella possibilità di <strong>confrontare i prezzi</strong> del libro dei vari editori.</p>
<p>Allora trovo un libro con un titolo interessante, clicco la sua scheda e leggo i contenuti, se  sono ancora interessata mi leggo anche tutti i commenti, ok la maggior parte ne parla bene (posso anche vedere la loro libreria per capire se hanno gusti simili ai miei): lo compro. Sì, ma da chi? Guardo i diversi prezzi per le diverse edizioni, scelgo, vado sul sito del rivenditore e lo acquisto direttamente da casa mia!</p>
<p>Tutto questo è <strong>bellissimo</strong>!</p>
<p>Il sito offre, inoltre, la possibilità di <strong>creare gruppi</strong> con titoli in comune che possono aprire discussioni e scambiarsi opinioni.</p>
<p>L&#8217;ultima cosa è un <strong><a href="http://www.anobii.com/blog/index.htm" title="Anobii Blog" target="_blank">blog</a> dello staff</strong> che parla del sito, di ciò che avviene e delle modifiche apportate con commenti aperti a tutti.</p>
<p>Bhè, da accanita lettrice e intrappolata dietro ad un computer mi piace molto, trovo l&#8217;idea geniale e un&#8217;opportunità per poter scoprire nuovi libri.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sulla guerra&#8230;</title>
		<link>http://www.pensieri-sparsi.com/pensieri-liberi/sulla-guerra/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2007 00:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reasilvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Scripta Manent]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230;ogni popolo e anzi ogni uomo, invece di lasciarsi ninnare da false questioni politiche circa la colpevolezza, deve fare l&#8217;esame di coscienza e vedere se i suoi errori, le omissioni o le cattive abitudini non siano fino a un certo punto responsaili della guerra e di tutta la miseria che vi è nel mondo: unica [...]


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<blockquote><p>&#8220;&#8230;<strong>ogni popolo e anzi ogni uomo</strong>, invece di lasciarsi ninnare da false questioni politiche circa la colpevolezza, deve <strong>fare l&#8217;esame di coscienza</strong> e vedere se i suoi errori, le omissioni o le cattive abitudini non siano fino a un certo punto <strong>responsaili della guerra e di tutta la miseria</strong> che vi è nel mondo: unica via per evitare forse la prossima guerra.<br />
E questo non mi vogliono perdonare, poichè naturalmente loro sono tutti innocenti: l&#8217;imperatore, i generali, i grandi industriali, gli uomini politici, i giornali: <strong>nessuno ha nulla da rimproverarsi</strong>, nessuno ha la minima colpa! Si direbbe che il mondo è un paradiso, salvo che ci sono una dozzina di milioni di uccisi sottoterra.<br />
Vedi, Erminia, questi attacchi non mi danno più fastidio, ma qualche volta mi mettono addosso una grande <strong>tristezza</strong>.<br />
Due terzi dei miei concittadini leggono questa razza di giornali, leggono mattina e sera queste parole, vengono lavorati ogni giorno, esortati, aizzati, resi cattivi e malcontenti, e la fine di tutto ciò sarà di nuovo la guerra, <strong>la guerra futura che sarà probabilmente più orrenda di quella passata</strong>.<br />
Tutto ciò è semplice, limpido, tutti potrebbero capire e arrivare in un&#8217;ora di riflessione al medesimo risultato.<br />
Ma nessuno vuol riflettere, nessuno vuole evitare la prossima guerra, nessuno vuol risparmiare a sè e ai propri figli il prossimo macello di milioni d&#8217;individui. Rifletterci un&#8217;ora, chiedersi un momento fino a qual punto ognuno è partecipe e colpevole del disordine e della cattiveria del mondo: vedi, <strong>nessuno vuol farlo</strong>.<br />
E così si andrà avanti e la prossima guerra è preparata giorno per giorno con ardore da molte migliaia di uomini. Da quando lo so mi son sentito tagliare le gambe e mi sono disperato e non ho più &#8220;patria&#8221;, non ho più ideali perchè tutto questo non è che uno scenario per quei signori che preparano la prossima carneficina.<br />
Non ha scopo pensare pensieri di bontà: per due o tre persone che lo fanno ci sono in compenso ogni giorno migliaia di giornali e di riviste e discorsi e sedute pubbliche e segrete che vogliono il contrario e lo ottengono.&#8221;</p></blockquote>
<p align="right">dal &#8220;<em>Il lupo della steppa</em>&#8221; di Hermann Hesse</p>
<p> Leggendo questa pagina mi è sembrato di vedere <span id="more-110"></span>quello che ogni giorno ci succede intorno, non abbiamo la guerra all&#8217;interno del nostro paese, ma abbiamo soldati che partono per nazioni in cui la guerra non è ancora finita, ci sono nazioni in cui guerre civili continuano da anni e <u><strong>non si riesce a trovare</strong></u> un punto per giungere ad <u><strong>un compromesso</strong></u>, ci sono persone che pensano che l&#8217;unico modo per risolvere le cose sia la violenza&#8230;.</p>
<p>Allora mi è sorto un dubbio: gli esseri umani sono una razza di animali di indole così aggressiva?</p>
<p>In natura gli animali uccidono per sopravvivere, per mangiare, non si uccidono vicendevolmente solo per il gusto di farlo, possono litigare e ristabilire l&#8217;ordine di importanza all&#8217;interno di un branco, ma non uccidono il proprio simile!</p>
<p>Spesso anch&#8217;io vado fuori dai gangheri e spaccherei tutto, ma mi fermo sempre un passo prima di fare qualcosa di cui, poi, sono sicura mi pentirei, mi è capitato di non riuscirmi a tenere, di urlare e sbraidare <u><strong>come una scimmia impazzita</strong></u>, ma non ho mai avuto l&#8217;istinto ad uccidere, ad annientare, ad eliminare.</p>
<p>Non è la guerra in se stessa, cose bruttissime ci passano tutti i giorni sotto gli occhi, notizie di cronaca nera che ti fanno pensare di non appartenere più a questa società, un po&#8217; come il protagonista del dialogo che rifiuta di sentirsi parte di una patria.</p>
<p>Sì, la <strong><u>tristezza </u></strong>è il vero stato d&#8217;animo che  mi suscita il pensiero degli esseri umani, in vita per odiarsi e scontrarsi, per vincere, per essere i più forti &#8230; vorrei che la gente vivesse per <u><strong>amare</strong></u>, <u><strong>essere felice</strong></u> e <u><strong>creare una società migliore</strong></u>!<!--more--></p>
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