Gran Bretagna: Internet batte i quotidiani
Leggo dal Sole24ore che in Gran Bretagna la pubblicità su Internet ha battuto quella sui quotidiani cartacei:
“… nel Regno Unito, infatti, l’11% degli introiti complessivi della pubblicità si deve ormai al web, mentre la media nel resto del mondo è del 5,8%.
… secondo i dati dell’Uk Interactive Advertising Bureau: 2 miliardi di sterline (+41%) investiti in rete contro gli 1,9 miliardi dei giornali (+0,2%). La Tv è a 3,9 miliardi, la radio a 581,7 milioni.
… la fetta di mercato pubblicitario detenuta dal web in fatto di ricavi balza dal 7,8% del 2005 all’11,4% dell’anno scorso contro una media mondiale del 5,8 … Ai giornali britannici (esclusi settimanali, quotidiani locali e magazine settimanali) è andato il 10,9% dello share.”
Il Regno Unito ha capito le reali potenzialità di Internet e sta investendo soldi per pubblicità sul World Wide Web, sicuramente il pubblico che può raggiungere un quotidiano online è notevolmente maggiore dei quello che compra un quotidiano cartaceo!
Avere un computer connesso ad Internet in casa è ormai quasi normale, se sto a davanti al pc non esco per andare a comprare il giornale, lo leggo online!
L’Italia come sempre sottolinea la sua incapacità a capire le potenzialità delle nuove tecnologie:
“Nel 2006 il mercato della pubblicità nel Belpaese si è attestato a 8,7 miliardi (+2,6%). Di questi, 1,8 miliardi sono andati ai quotidiani, per metà raccolti sul versante della pubblicità commerciale nazionale. Alla televisione è andata la fetta più importante (4,7 miliardi e +0,8%), la radio è cresciuta dell’8% ma si è fermata a 440 milioni. Internet in Italia è tuttora residuale: 197,5 milioni di raccolta, anche se la crescità è analoga, anzi superiore, a quella del mercato britannico: +44,2%.”
Il fatto che gli investimenti crescano del 44,2% non è indicativo, è facile crescere tanto in percentuale quando l’investimento precedente è molto basso. Se si paragonano i soldi spesi per tv, radio e giornali si capisce bene come sia bassa la fetta investita sul web: 197,5 milioni del web contro i 440 milioni della radio, il mezzo meno usato fra i tre.
Ok, la crescita ci dice che un po’ le cose stanno cambiano, ma gli investimenti sono ancora molto bassi, secondo me il grosso aumento è dovuto agli investimenti delle grandi società, la media impresa ancora non capisce le potenzialità reali del web, e cerca di investire al minimo.
Mi spiego meglio: le aziende di medie dimensioni capiscono che avere un sito internet è ormai dovuto, ma non si rendono conto che avere un sito internet non è fare pubblicità.
Il potenziale reale di un sito sta nella sua visibilità, se il sito non viene promosso sui motori di ricerca o tramite pubblicità sulla rete, difficilmente si riesce a raccogliere pubblico!
Concludo dicendo che come al solito siamo un paese di grandi pensatori, con una cultura molto ampia, ma che difficilemente capisce le nuove tecnologie e lo sviluppo economico che queste possono apportare!
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