Festa della donna

Triangle Shirtwaist CompanyAncora non ho scritto nulla nel mese di Marzo, ho deciso di farlo oggi nel giorno della Festa della Donna.

Non sono una fervida femminista, ma non penso di avere nulla di meno di un uomo.

Spesso questo giorno sia visto dalle donne in modo erroneo e le porti in giro per locali a fare baldoria, senza riflettere realmente sulla condizione della donna oggi nel mondo.

Di solito si fa risalire il festeggiamento dell’8 marzo all’episodio dell’incendio della fabbrica Triangle. Le parole che seguono hanno come fonte Wikipedia:

Nel 1909, le operaie tessili della fabbrica di New York Triangle Shirtwaist Company, che produceva le camicette alla moda di quel tempo, (le cosiddette shirtwaist) cominciarono uno sciopero, pare scegliendo l’8 marzo come data di avvio della protesta. Lo sciopero (noto anche protesta delle 20.000) fu causato dalle condizioni semi-schiavistiche del lavoro nella fabbrica, che prevedevano turni di 14 ore per un totale di ore di lavoro settimanali compreso fra 60 e 72, alla paga di un dollaro e mezzo a settimana.

Dopo diverse azioni brutali e repressive da parte della polizia e dopo una lunga trattativa, la protesta si concluse il 24 dicembre 1910 con il Protocollo di Pace, nel quale venne riconosciuto il diritto a regole per l’orario ed il salario.

Pochi mesi dopo, il 25 marzo 1911, un incendio alla Shirtwaist uccise 146 donne. La maggioranza di esse erano giovani italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, molte delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile.

I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Quell’incendio segna una data importante, anche se non è da esso, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.

Come si legge, in realtà, la festa non ha origine da questo episodio, ma fu un episodio che fa un po’ da “stereotipo” a quella, che in quel tempo, era la condizione della donna.

Per me, non dobbiamo interrogarci su cosa realmente abbia determinato questa festa, ma chiederci cosa concretamente è cambiato da quel periodo ad oggi.

L’Italia, non è certo un paese in cui la donna è relegata in un angolo, ma anche qui abbiamo i nostri problemi! ;)

Le alte cariche dello Stato sono ancora in mano a dirigenti uomini e, anche se le donne lavoratrici sono pienamente accettate, per i datori di lavoro è sempre meglio assumere un uomo al loro posto (maternità, malattie dei bambini, …).

Certo in confronto ad altri paesi, la condizione della donna in Italia, è più che accettabile, il problema, secondo me, risiede nelle donne stesse: spesso sono proprio loro a sentirsi diverse dagli uomini, a pretendere che talune cose siano fatte dal proprio compagno, a non cercare realmente la parità.

Personalmente non festeggio mai la Festa della donna, cerco di rendermi uguale agli uomini in ogni giornata della mia vita, non mi basta una serata passata fuori con le amiche a farmi sentire alla pari con un uomo, voglio che gli uomini che mi trovo di fronte capiscono che sono un’essere perfettamente autonomo e capace di fare quello che lui, allo stesso modo.

Se poi, si vuole tirare in ballo la scienza, siamo proprio noi il sesso forte, è grazie a noi che la specie può riprodursi e per questo la nostro biologia ci permette di essere più forti, per poter proteggere la prole che prima o poi porteremo in grembo! :D

In conclusione, chiedo una cosa a tutte voi donne che per caso vi ritroviate a leggere queste pagine:

  • se stasera sarete fuori con le vostre amiche chiedetevi se realmente venite trattate alla pari degli uomini, discutetene insieme e capite quale è la vostra situazione;
  • pensate a tutte quelle donne che ancora oggi sono sfruttate e maltrattate, che non riescono a trovare una via di fuga dalla loro terribile realtà;
  • capite la fortuna che abbiamo nel poter determinare la nostra condizione, di non essere succubi di nessuno, di poter fare realmente qualcosa;
  • da domani cercate di impiegare tutte le vostre forze cercando di far capire agli uomini che la parità non è una festa una volta l’anno, ma risiede in ogni azione, ogni giorno, tutti i giorni che la forza che abbiamo non dipende dai muscoli ma nella determinazione nelle nostre convinzioni!

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