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	<title>Pensieri Sparsi &#187; Sabina</title>
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		<title>Farfa</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 12:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Amici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Abbazia di Farfa]]></category>
		<category><![CDATA[Fara in Sabina]]></category>
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		<category><![CDATA[Località Storiche]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima domenica del mese, a Farfa, c&#8217;è il Mercatino dell&#8217;Antiquariato, così abbiamo deciso di fare una visita e con l&#8217;occasione vedere anche l&#8217;Abbazia e le case limitrofe.
Il luogo dove sorge l&#8217;Abbazia e l&#8217;abitato è veramente incantevole, sembra di ritrovarsi immersi nel Medio Evo, come un viaggio nel tempo, casette ad un piano e botteghe [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4009.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-474" title="Torre" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4009.jpg" alt="Torre" width="150" height="150" /></a>La prima domenica del mese, a <strong>Farfa</strong>, c&#8217;è il <span style="text-decoration: underline;">Mercatino dell&#8217;Antiquariato</span>, così abbiamo deciso di fare una visita e con l&#8217;occasione vedere anche l&#8217;Abbazia e le case limitrofe.</p>
<p>Il luogo dove sorge l&#8217;<strong>Abbazia</strong> e l&#8217;abitato è veramente incantevole, sembra di ritrovarsi <span style="text-decoration: underline;">immersi nel Medio Evo</span>, come un viaggio nel tempo, casette ad un piano e <span style="text-decoration: underline;">botteghe di artigiani</span> che vendono tessuti, armature, tegami fatti a mano, quadri, antiquariato e ceramiche.</p>
<p>Per comprendere un po&#8217; meglio vi metto di seguito un po&#8217; di storia dell&#8217;Abbazia e del Borgo, nel Medio Evo deve essere stata veramente uno spettacolo, vista la ricchezza che aveva raggiunto e le protezioni che aveva.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Storia dell&#8217;Abbazia di Farfa</strong></span></p>
<p>L&#8217;Abbazia di Farfa è un monastero della <strong>congregazione benedettina cassinese</strong>, il nome deriva dal fiume omonimo, il <em>Farfarus</em> di Ovidio, che si trova vicino. Il monastero si trova nella Sabina, fa parte del Comune di Fara in Sabina, in provincia di Rieti.</p>
<p>Le<strong> origini</strong> dell&#8217;Abbazia sono molto lontane nel tempo, <span id="more-470"></span>sin dall&#8217;<strong>epoca dei Romani</strong>, quando sorgeva qui un <span style="text-decoration: underline;">tempio pagano dedicato alla dea Vacuna</span> e una villa romana, il primo monastero venne costruito proprio sulle rovine di queste costruzioni. Questa prima costruzione venne distrutta poco dopo la sua edificazione, verso la fine del sesto secolo, dai Longobardi.</p>
<p>Secondo la leggenda,<strong> nel 705 d.C.</strong>, venne <strong>ricostruita dal San Tommaso di Moriana</strong>, proveniente da Gerusalemme, da questo momento in poi si ha lo sviluppo dell&#8217;Abbazia che si espanse, sia a livello territoriale che di ricchezza, grazie alla coltivazione degli olivi e alla bonifica di molti terreni nei dintorni.</p>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4006.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="size-thumbnail wp-image-475 alignright" title="Fiori lungo la strada" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4006.jpg" alt="Fiori lungo la strada" width="150" height="150" /></a>Tommaso di Moriana viveva a Gerusalemme, ebbe una visione della Madonna che gli disse di cercare in Sabina i resti di una basilica che era dedicata a lei, da qui partì per cercare tale luogo e, una volta trovato, riedificò l&#8217;Abbazia e fece rinascere la comunità intorno ad essa. Il Duca di Spoleto Faroaldo II diede protezione all&#8217;Abbazia durante i primi anni dell&#8217;ottavo secolo. L&#8217;importanza crescente del monastero gli permette di ricevere<span style="text-decoration: underline;"> privilegi, esenzioni ed elargizioni</span> da parte di papi ed imperatori, così da diventare una potenza a metà fra la Santa Sede e il Ducato di Spoleto.</p>
<p>Farfa è un monastero autonomo dallo Stato Pontificio, bastano pochi anni per farlo divenire uno dei <strong>centri più conosciuti e prestigiosi dell&#8217;Europa nel Medio Evo</strong>, lo stesso <span style="text-decoration: underline;">Carlo Magno</span>, prima della sua incoronazione in Campidoglio (avvenuta il 25 dicembre del 800), visita l&#8217;Abbazia e vi soggiorna.</p>
<p>L&#8217;Abbazia diventa molto importante a livello economico, nel nono secolo, possiede<span style="text-decoration: underline;"> una nave commerciale esente da dazi</span> dei porti dell&#8217;impero carolingio, <span style="text-decoration: underline;">controllava 600 tra chiese e conventi, 132 castelli o piazzeforti e 6 città fortificate, all&#8217;incirca più di trecento villaggi</span>. Durante questo periodo è di uso dire che l&#8217;Abate facesse ombra alla potenza del Papa, in verità il potere che deteneva era paragonabile ad un vero e proprio legatario imperiale incaricato della difesa del Lazio e della rappresentanza degli interessi imperiali presso la Santa Sede. Nel nono secolo anche l&#8217;Abbazia si espande, raggiungendo la sua massima ampiezza:</p>
<ul>
<li>la <strong>chiesa</strong> principale viene ampliata con una seconda abside dedicata al Salvatore;</li>
<li>vengono costruite due<strong> torri</strong>;</li>
<li>si edifica un <strong>ciborio</strong> tutto in onice.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3984.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-476" title="Vicolo di Farfa" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3984.jpg" alt="Vicolo di Farfa" width="150" height="150" /></a>Il <span style="text-decoration: underline;">tesoro del monastero è molto ricco</span>, tra cui si ritrovavano una croce d&#8217;oro con pietre preziose lunga più di un metro, un cofanetto d&#8217;oro purissimo con gemme regalato da Carlo Magno, due croci d&#8217;oro con reliquie della Croce, due corone d&#8217;oro e d&#8217;argento, quattordici calici d&#8217;argento e quattro sigilli d&#8217;oro.</p>
<p>Gli abati del monastero furono persone colte, degne e devote, tra cui si può ricordare l&#8217;abate Sicardo (parente di Carlo Mgno).</p>
<p>L&#8217;<strong>arrivo dei Saraceni</strong> portano alla disfatta dell&#8217;Abbazia, infatti, i Saraceni arrivano fino al monastero e, dopo sette anni di resistenza, l&#8217;Abate Pietro I decide di abbandonare Farfa, fu così che gli assediatori presero ed <strong>incendiarono l&#8217;Abbazia</strong>.</p>
<p>Nei primi decenni del X secolo  il capitolo, sotto la guida dell&#8217;Abate Ratfredo, torna a Farfa e nel 913 viene terminata la chiesa. L&#8217;impero carolingio comincia a decadere e l&#8217;Abbazia non può più contare sulla protezione imperiale, di conseguenza comincia a perdersi l&#8217;unità territoriale. Alcuni territori del monastero vengono colonizzati da famiglie romane, come Crescenzi-Ottaviani e Stefanini, che di fatto diventano padroni di queste terre; la decadenza dell&#8217;Abbazia è tale che si hanno contemporaneamente tre abati in lotta tra loro.</p>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3988.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-477" title="Porta in via del Monastero" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3988.jpg" alt="Porta in via del Monastero" width="150" height="150" /></a>Con l&#8217;Abate Ugo I Farfa ha la sua <strong>ultima ripresa</strong>, registratosi in concomitanza del rilancio imperiale ad opera della dinastia degli Ottoni. Una data importante si registra nel 999 con la Riforma di Cluny. Bernardo I riporta il monastero ad <strong>Abbazia imperiale</strong> che si affianca, nella lotta per le investiture, ad Enrico IV, quindi, contro i Papi; la conseguenza è che i monaci, nel 1097, decidono di trasferire l&#8217;Abbazia sul monte Acuziano (ancora oggi si possono notare le rovine dei lavori iniziali che però non sono stati portati mai a termine). In questo periodo il monastero ha <strong>molti possedimenti</strong>, precisamente nel 1118 un diploma registra che l&#8217;Imperatore Enrico V ritiene parti dell&#8217;Abbazia le zone di S.Eustachio e Palazzo Madama in Roma, Viterbo, Tarquinia, Orte, Narni, Spoleto, Terni, Perugia, Todi, Assisi, Fermo, Camerino, Siena, Pisa, Chieti, Osimo, Senigallia, Ascoli, Tivoli, il Molise, il territorio aquilano, il porto di Civitavecchia e metà città.</p>
<p>Il passaggio dell&#8217;Abbazia a diventare <strong>sottoposta all&#8217;autorità papale</strong> è segnato dal <strong>Concordato di Worms nel 1112</strong>, sancita definitivamente dalla nomina dell&#8217;Abate Adenolfo nel 1125.</p>
<p>L&#8217;ultima fase filo-imperiale del monastero si registra nel 1155 quando vi è il <strong>passaggio di Federico Barbarossa</strong>.</p>
<p>La<strong> prosperità</strong> dell&#8217;Abbazia di Farfa è però<strong> destinata a  finire</strong>, il declino economico e la crisi monastica segnano irreversibilmente il monastero, fino a che nella metà del XIV secolo viene interdetta e scomunicato il suo &#8216;Abate a causa dell&#8217;insolvenza delle decime alla Camera Apostolica.</p>
<p>Il primo <strong>Abate Commendatario</strong> del monastero è<strong> Carbone Tomacelli</strong>, cardinale nipote di Bonifacio IX. La prosperità raggiunta nei secoli passati non viene mai più raggiunta dall&#8217;Abbazia, riesce, però, in alcuni casi a migliorare la propria struttura grazie ad alcune famiglie nobili; come gli <span style="text-decoration: underline;">Orsini</span> che nel quindicesimo secolo edificano l&#8217;attuale chiesa, i <span style="text-decoration: underline;">Barberini</span> che ampliarono il borgo,  usato soprattutto per le fiere più importanti di Farfa: il 25 Marzo (<strong>festa dell&#8217;Annunciazione</strong>) e l&#8217;8 Settembre (<strong>festa dellaVergine</strong>).</p>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3989.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-478" title="via del Monastero" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3989.jpg" alt="via del Monastero" width="150" height="150" /></a>L&#8217;Abbazia subisce, a secoli di distanza, un <strong>altro saccheggio</strong> da parte <strong>dei francesi</strong> nel 1798.</p>
<p>Farfa viene infine<strong> confiscata nel 1861 dallo Stato italiano</strong>, fino al <strong>1921</strong> quando l&#8217;Abbazia diviene della <strong>comunità benedettina di S. Paolo fuori le mura</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;architettura</strong></p>
<p>Il <strong>portale</strong> che porta all&#8217;Abbazia è di tipo<strong> romanico </strong>risalente al quattordicesimo secolo, nel quale si notano delle aggiunte in stile gotico e, nella lunetta, <strong>un affresco quattrocentesco</strong>.</p>
<p>Di fronte alla <strong>Chiesa</strong> del monastero vi è un cortile, la chiesa risale alla<strong> seconda metà del quindicesimo secolo</strong>, sulle sue mura si possono vedere dei frammenti di <span style="text-decoration: underline;">sacofaghi paleocristiani</span>. La <span style="text-decoration: underline;">basilica è a tre navate</span>, divisa in due filari di colonne ioniche. La parete che sovrasta la porta d&#8217;ingresso alla chiesa è totalmente affrescata con un dipinto del 1561 che rappresenta il <em>Giudizio Universale</em>, creato dal pittore fiammingo <strong>Henrik Van Der Broek</strong>. L&#8217;<strong>abside e</strong> le <strong>navate minori</strong> sono <strong>affrescate</strong> con dipinti che rappresentano storie tratte dalla Bibbia e  sulla Vergine, tra cui, a destra della cappella, una <em>Crocifissione</em>, nella seconda<em> Madonna col bambino e due Angeli</em> chiamata <em>Madonna di Farfa</em>, dell&#8217;ottavo secolo, che è stata ricoperta con una lamina di ottone sbalzata che rende possibile vedere solo i visi dei personaggi rappresentati.</p>
<p>Il maestro Orazio Gentileschi ha lavorato alle tre cappelle della navata di sinistra, creando le tele di <em>S. Orsola</em>, <em>Madonna col bambino</em>, <em>Crocifissione di S. Pietro</em>. Gli allievi del maestro, invece, hanno realizzato gli affreschi della parte interna delle cappelle con storie sacre.</p>
<p>Una parte del pavimento originale della prima parte del nono secolo è ancora visibile nel transetto.</p>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3994.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-479" title="Affresco della Madonna" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3994.jpg" alt="Affresco della Madonna" width="150" height="150" /></a>La<strong> cappella di sinistra</strong> del transetto è decorata con le <strong>immagini di San Tommaso e San Lorenzo Siro</strong>, i due fondatori dell&#8217;Abbazia di Farfa.</p>
<p>Il <strong>coro in legno dell&#8217;abside</strong> risale ai <span style="text-decoration: underline;">primi del seicento</span>, mentre il <strong>soffitto a cassettoni</strong> con lo <span style="text-decoration: underline;">stemma degli Orsini</span> in un singolo riquadro al centro della navata, è del 1494.</p>
<p><strong>La biblioteca</strong></p>
<p>La <strong>Biblioteca Statale del Monumento di Farfa</strong> ha<strong> 50 mila volumi</strong>, tra cui alcuni preziosi codici, l&#8217;antica biblioteca, durante la massima espansione dell&#8217;Abbazia alla fine dell&#8217;unidcesimo secolo, era una delle biblioteche più considerevoli in tutta Europa. All&#8217;interno di questa vi è lo<em> Scriptorium</em> che fu in grado, sotto il governo dell&#8217;Abate Ugo I,  di creare una scrittura che divenne una propria caratteristica che si distinse da tutte le altre minuscole della stessa epoca: la <em>Minuscola Romana nello Scriptorium Pharfense</em> diviene la <strong>Romanesca Farfense</strong>.</p>
<p>La biblioteca è divenuta<strong> statale nel 1964</strong>, quando ci fu l&#8217;inaugurazione della ristrutturazione dell&#8217;antica struttura monastica. Da registrare è l&#8217;intervento di <span style="text-decoration: underline;">restauro architettonico e di allestimento</span> con il conseguente allargamento degli spazi e dei servizi da offrire.</p>
<p>Tra i<strong> libri più importanti</strong> presenti nella biblioteca ci sono <strong>manoscritti medievali e incunaboli</strong>, soggetti a studio da parte di molti ricercatori in tutto il mondo.</p>
<p><strong><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3991.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-480" title="Scorcio" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3991.jpg" alt="Scorcio" width="150" height="150" /></a>Il villaggio</strong></p>
<p>Il borgo di Farfa è costituito da<strong> case a schiera tutte di pari altezza</strong>, nel passato queste case venivano affittate dai monaci durante le fiere di Aprile e Settembre ai commercianti benestanti che accorrevano a Farfa per tali eventi. Grazie alle <span style="text-decoration: underline;">donazioni del Duca di Farfa</span>, il borgo diviene uno<strong> stato autonomo</strong> tra il patrimonio di S.Pietro e il Ducato longobardo.</p>
<p>L&#8217;Abate sabino Probato, <span style="text-decoration: underline;">nel 774</span> modifica la linea politica di Farfa e s<span style="text-decoration: underline;">i schiera al fianco dei Franchi</span> e, quindi, del Papato, nella guerra fra Longobardi e Franchi, l&#8217;anno successivo <strong>Carlo Magno concede a Farfa l&#8217;autonomia</strong> da ogni potere civile o religioso, fu proprio questo che rese possibile l&#8217;espansione economica e la ricchezza di questo antico borgo.</p>
<p><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3995.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-481" title="Stemma Orsini" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3995.jpg" alt="Stemma Orsini" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3997.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-482" title="Altare" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_3997.jpg" alt="Altare" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-483" title="Giudizio Universale" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4001.jpg" alt="Giudizio Universale" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4003.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-484" title="Torre" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4003.jpg" alt="Torre" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4007.jpg"  rel="lightbox-470"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-485" title="Casetta di Farfa" src="http://www.pensieri-sparsi.com/wp-content/uploads/2009/10/img_4007.jpg" alt="Casetta di Farfa" width="150" height="150" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 431px; width: 1px; height: 1px;">Fu però un fuoco di paglia, perduta la protezione imperiale si allentò l&#8217;unità territoriale. Alcune famiglie romane (Crescenzi-Ottaviani e Stefaniani) si insediarono in molti territori dell&#8217;Abbazia divenendone di fatto padroni, la decadenza fu tale che si ebbero all&#8217;interno dell&#8217;Abbazia contemporaneamente tre abbati in lotta tra loro.L&#8217;ultima ripresa di Farfa si ebbe per opera dell&#8217;Abbate Ugo I (997 &#8211; 1038), non a caso con il contemporaneo rilancio imperiale ad opera della dinastia degli Ottoni. Nel 999 fu introdotta la riforma nata a Cluny. Con Berardo I (1047 &#8211; 1089) Farfa riassume i caratteri di Abbazia imperiale e nella lotta per le investiture si schiera contro i Papi e a favore di Enrico IV con la conseguenza che, nel 1097, i monaci decidono, per motivi di sicurezza, di trasferire il complesso abbaziale sul sovrastante monte Acuziano, dove ancora oggi sono visibili le imponenti rovine dell&#8217;opera iniziata e mai finita. I possedimenti farfensi di questo periodo sono vastissimi, si possono leggere in un diploma del 1118: l&#8217;Imperatore Enrico V riconferma pertinenti all&#8217;abbazia le zone di S. Eustachio e Palazzo Madama in Roma, Viterbo, Tarquinia, Orte, Narni, Terni, Spoleto, Assisi, Perugia, Todi, Pisa, Siena, Camerino, Fermo, Ascoli, Senigallia, Osimo, Chieti, Tivoli, il territorio aquilano, il Molise, il porto di Civitavecchia e metà città.</p>
<p>La definitiva decadenza inizierà, però di lì a poco: il Concordato di Worms (1122) segnerà, infatti, il passaggio del monastero all&#8217;autorità pontificia; con l&#8217;Abbate Adenolfo (1125) si sancì ufficialmente la totale sudditanza. Una fiammata filoimperiale si ebbe nel 1155 al passaggio di Federico Barbarossa. Decadenza economica e crisi monastica aggravarono in modo irreparabile la vita dell&#8217;Abbazia e alla metà del XIV secolo si arrivò all&#8217;interdizione e alla scomunica dell&#8217;Abbate per il mancato pagamento delle decime alla Camera Apostolica</p>
<p>Carbone Tomacelli, Cardinal nipote di Bonifacio IX, all&#8217;inizio del XV secolo fu il primo Abbate Commendatario. Non tornò certo il prestigio dei secoli passati ma, in alcuni casi, le famiglie nobili che ebbero, con l&#8217;istituto di Commenda, il monastero, ne migliorarono le strutture. Gli Orsini nella seconda metà del XV secolo costruirono l&#8217;attuale chiesa che fu consacrata nelle 1496; i Barberini riordinarono e ampliarono il borgo, in larga parte utilizzato per le due grandi. fiere del 25 Marzo e dell&#8217;8 Settembre, ricorrenze dell&#8217;Annunciazione e della Vergine alla quale è dedicata l&#8217;Abbazia.</p>
<p>Nel 1798 Farfa subì il saccheggio dei Francesi e nel 1861 la confisca da parte dello Stato italiano. Dal 1921 l&#8217;Abbazia appartiene alla comunità benedettina di S. Paolo fuori le mura. Occupiamoci ora della fisionomia architettonica quale si rivela al visitatore. Attraverso un portale romanico del XIV secolo (con aggiunte gotiche) si accede ad un cortile sullo sfondo del quale si apre la Chiesa Abbaziale consacrata alla Vergine, risalente alla seconda metà del XV secolo. Da notare sopra il portale romanico, nella lunetta, un affresco quattrocentesco.</p>
<p>Nelle mura della chiesa si possono distinguere frammenti di sarcofaghi paleocristiani. L&#8217;interno del la basilica è a tre navate divise da due filari di eleganti colonne joniche, sulla parete di fondo un grande olio su muro rappresentante il Giudizio Universale dipinto nel 1561 dal pittore fiammingo Henrik van der Broek. Affreschi del XVI e XVII secolo rappresentanti Storie della Vergine, Santi e Storie bibliche decorano l&#8217;abside e le navate minori; da segnalare nella prima cappella a destra una Crocifissione (copia da Francesco Trevisani), nella seconda una Madonna col Bambino e due Angeli detta Madonna di Farfa, venerata tavola del XIII secolo, ricoperta (nel XIX sec.) da una lamina d&#8217;ottone sbalzata che lascia visibili solo i volti. Presso la porta della Basilica, nel transetto e nell&#8217;abside sono tornati alla luce interessanti resti: un altare di epoca Carolingia e un tratto di parete affrescata con un&#8217;immagine di abbate (il cosiddetto Arcosollo di Altperto) che il prof. Whitehouse, leggendo attentamente il tratto di scrittura superstite, recentemente ha identificato con S. Lorenzo Siro. Nelle tre cappelle della navata di sinistra hanno lavorato Orazio Gentileschi e i suoi allievi. Del maestro sono infatti le tre tele raffiguranti S. Orsola (I cappella), Madonna col bambino (Il capp.), Crocifissione di S. Pietro (III capp.), degli allievi gli affreschi che arredano l&#8217;interno delle cappelle e che raffigurano episodi di storia sacra. Nel transetto è visibile, in parte, il pavimento originario della I metà del IX secolo. Nella cappella di sinistra del transetto si stagliano le severe immagini dei fondatori dell&#8217;Abbazia di Farfa: San Tommaso di Morienna e San Lorenzo Siro. Nel soffitto del transetto e nel coro vanno attentamente osservate le poco consuete (per un luogo sacro) grottesche della scuola degli Zuccari. Il coro ligneo dell&#8217;abside è del primo Seicento. Prima di lasciare la chiesa, alzando gli occhi, si può ammirare il soffitto a cassettoni del 1494 con lo stemma degli Orsini in un riquadro al centro della navata. Da visitare sono anche la cripta a forma semianulare dei secc. VII &#8211; VIII, nell&#8217;atrio della quale vi è un bellissimo sarcofago romano (fine II sec. d. C.) con scena di battaglia fra Romani e Barbari, e la torre Campanaria (secc. IX &#8211; XIII), alla base di quest&#8217;ultima, in un vano quadrato, si notano, anche se deperiti, interessantissimi affreschi di scuola romana della metà dell&#8217;XI secolo, rappresentanti Storie bibliche e l&#8217;Ascensione. Salendo nelle stanze superiori, in una di esse, affrescati in un sottareo, alcuni Profeti dipinti nel XV secolo.</p>
<p>La visita all&#8217;Abbazia si può completare chiedendo di essere accompagnati al Chiostrino Longobardo (con una bifora romanica del XIII sec.). e al Chiostro grande risalente alla seconda metà del XVII secolo, dove sono raccolte sculture ed epigrafi romane; da qui, per un portale a punte di diamante si passa nell&#8217;attuale biblioteca dotata di oltre 45.000 volumi, dove si trovano alcuni pregevoli codici. Non possiamo lasciare questo luogo benedettino senza ricordare l&#8217;antica biblioteca e il suo prestigioso Scriptorium. Della prima possiamo dire con certezza che nel periodo di massimo splendore (fine Xl sec.) fu una delle biblioteche più ricche d&#8217;Europa; del secondo che ebbe la capacità di creare una scrittura, sotto il governo dell&#8217;Abate Ugo I, che assunse una caratteristica propria distinguendosi da tutte le altre minuscole del tempo: la Minuscola Romana nello Scriptorium Pharfense diventa la Romanesca Farfense che troverà gloria nelle opere di Gregorio da Catino (1062 -1133), autore di fondamentale importanza per la storia italiana ed europea del Medio Evo. Da visitare anche i locali del nuovo Museo, in corso di allestimento, siti al piano terreno. Nella Sezione Arcaica fanno bella mostra i materiali archeologici appartenenti ai popoli che vivevano nell&#8217;antica Sabina (molto più grande dell&#8217;attuale) provenienti dalla vicina località di Colle del Forno. Testimonianza eccezionale di questa cultura italica, per troppo tempo ignorata e tutt&#8217;oggi poco conosciuta, è il Cippo di Cures, unico esemplare di epigrafia sabina su pietra della fine VI sec. a.C. Il prezioso reperto, non ancora completamente interpretato, fu rinvenuto nel marzo del 1982 nell&#8217;alveo del torrente Farfa. Nella sezione medievale si evidenziano tra l&#8217;altro, un cofanetto in avorio di scuola amalfitana della seconda metà dell&#8217;XI secolo, una tela del primo Cinquecento rappresentante la Vergine col Bambino e un Angelo e due tavole opistografe di fine Quattrocento rappresentanti S. Lorenzo Siro e S. Benedetto e S. Tommaso di Morienna e San Placido di uno scolaro di Antoniazzo Romano.</p>
<p>Usciti dall&#8217;Abbazia, prima di lasciare Farfa, è opportuno visitare il villaggetto con case a schiera di eguale altezza. Un tempo queste casette, durante le grandi fiere di Aprile e Settembre, venivano affittate dai monaci ai commercianti più facoltosi che ivi convenivano. Con le donazioni del Duca Farfa divenne un piccolo stato autonomo tra il patrimonio di San Pietro e il Ducato longobardo. Nel 774 I&#8217;Abbate sabino Probato, governatore dell&#8217;Abbazia, ne modificò sostanzialmente la linea politica, schierandosi dalla parte dei Franchi, e quindi del Papato, nella guerra tra Longobardi e Franchi. Nell&#8217;anno successivo Carlo Magno concedeva a Farfa il privilegio di autonomia da ogni potere civile o religioso: di qui il suo splendore, la sua ricchezza.</p></div>
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